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| Tiolo-Lovero | Stazzona-Tresenda | Tresenda - Castello dell'Acqua | Castello dell'Acqua- Sondrio | Sondrio - Lago di Como |
Ci si imbarca a Tiolo, poco sopra Grosio ai lati della SS 38. I Primi due chilometri sono percorribili solo da canoisti esperti con una discreta tecnica; le difficoltà superano di rado il terzo grado ma poi fino a Grosio, il repentino dislivello e i massi trasportati dall'alluvione ne richiedono ricognizioni continue, predisposizioni di sicure da parte di altri canoisti e soprattutto una buona tecnica in acqua bianca.
Una volta raggiunto Grosio, la discesa diventa più tranquilla e al primo ponte di Grossotto conviene tenersi sulla sinistra. Anche in questo tratto conviene fare attenzione ad enventuali ostacoli artificiali creati nel fiume a seguito dei lavori, per la variante alla strada che sovrasta il fiume.
E' indispensabile , una volta raggiunto il ponte di
Mazzo, trasbordare a piedi una " briglia" che, anche se di piccole dimensioni,
ha un ritorno molto insidioso. Ancora un paio di chilometri tranquilli e poi si raggiunge
il lago artificiale di Lovero che sovrasta l'abitato di Tirano.
L'Adda si riappropria delle sue acque e di quelle dei suoi affluenti nei pressi di Stazzona;l'imbarco può essere effettuato ai piedi del ponte, prima dell'abitato. (dalla statale 38 deviazione per Aprica all'altezza di villa di Tirano)
Sono circa 60 metri cubi quelli che, lentamente, per circa dieci chilometri, percorrono il piatto fondovalle non privo di interesse. Si incontrano difficoltà di primo e secondo grado che rendono il tratto adatto anche alle canoe indiane aperte e consentono di ammirare un panorama in certi punti ancora incontaminato. La vicinanza dei boschi delle alpi Orobie e l'assenza di insediamenti abitativi, consentiranno di ammirare gli aironi cenerini che sostano nella migrazione; oppure con un po' di fortuna si possono vedere i cervi che protetti dai boschi scendono a bere quando si fa sera.
Fatti circa circa 500 metri dal ponte di Stazzona, si
potrà udire il roboante rumore delle acque che fuoriescono spumeggianti da un canale
sulla sponda orografica sinistra. E' l'ultima centrale idroelettrica dell'Azienda
Energetica Milanese che restituisce all'Adda la dignità di fiume; per cinque sei
chilometri l'acqua sembra gioire della ritrovata libertà, si divide in canali diversi e
si riunisce dopo poche decine di metri disegnando ampie anse e curve repentine in
prossimità di massi appoggiati alle sponde.
Non appena avvistato un ponte ad arcata unica, senza
pilastri, si sono percorsi circa 9 chilometri, per chi desidera sbarcare il punto più
adatto è sulla sponda sinistra 50 metri prima del ponte.
Dal comodo piazzale sulla sinistra appena superato il
ponte che da Tresenda,( sulla statale 38) conduce al passo dell'Aprica, e possibile
effettuare l'imbarco anche di ingombranti gommoni; l'Adda si increspa appena sotto il
primo dei due ponti, attenzione al pilone centrale del secondo, appena a ridosso del primo
ponte, la corrente ci si infrange con una certa violenza formando una rapida di 2° - 3°
e non è raro che vi siano impigliate cataste di legna alla deriva. (Purtroppo il
magistrato del Po non considera il legname un ostacolo al deflusso delle acque e pertanto
nen ne effettua la rimozione.)
Passata la rapida, il fiume riprende un aspetto
placido, le sponde si allontanano e l'alveo si dirige a sud per lambire i boschi di
latifoglie ai piedi delle alpi Orobie. Se terrete d'occhio alla vostra destra la torre
medioevale che vi scruta dal dosso delle alpi retiche retiche che nasconde alla vista
l'abitato di Teglio, vi rendere conto che il fiume disegna una gigantesca U. Infatti se
appena partiti ne vedrete il lato sud-est, dopo circa una ora di navigazione ne potrete
ammirare il lato sud -ovest.
La vista del ponte successivo, con un grosso pilone
tondo centrale preannuncia una nuova ed emozionante rapida di 3°. E' necessario prestare
attenzione all'ingresso che và effettuato tra la sponda orografica sinistra e il pilone,
prestando attenzione ai rami impigliati sullo stesso. Una volta imboccata la lingua
d'acqua centrale è preferibile affrontare la rapida dirigendo verso il centro destra al
fine di evitare un acuminato sasso che in condizioni di acqua normale (40-50 mcs) non è
visibile tra la schiuma bianca ma può danneggiare l'imbarcazione.
Nessun problema se non quello di distrarsi dalla
bellezza del paesaggio e dalla tranquillità sino al bacino artificiale di acqua calma
dell'ENEL che sancisce la fine della discesa; sulla sponda sinistra, nei pressi della
Scuola di Canoa o poche decine di metri più a valle sulla destra, prima del ponte è
possibile sbarcare.( attenzione a non varcare il ponte e quindi avvicinarsi in modo
pericoloso alle paratoie della diga.)
Castello dell'Acqua- SondrioDifficoltà: 3°+ - 4° - 3° - 2°Periodi favorevoli: Febbraio- NovembreImbarcazioni: Kayak, canoe pneumatiche, raft, hydrospeedTempo percorrenza:1. Ora circa |
Dopo solo circa 20 km di libertà le acque dell'Adda
devono di nuovo essere sacrificate in nome dell'energia. Per fortuna solo 30 dei circa 50
metri cubi al secondo che scorrono nel fiume prendono la direzione dei tubi che rientrano
nelle viscere delle alpi Orobie per risbucare 6 chilometri a valle nei pressi della
centrale di Piateda.
L'Adda assume ora un aspetto e un temperamento
potente; L'acqua calma appena oltre le paratie della diga non lasciano presagire
l'imminente incontro con i tapis roulland di acqua bianca e i mammelloni di roccia
che frangono i flutti generati da una corrente vorticosa costretta in un alveo sempre più
stretto.
Dai ponti sulle strade provinciali che attraversano
il fiume, come quello di Sazzo, presso Casacce, o quello del vecchio borgo di Boffetto, si
possono ammirare le belle rapide continue che fanno di questi otto chilometri il tratto
più impegnativo e divertente dell'Adda superiore.
Questo percorso ospita ogni anno una prova di Campionato Italiano Rafting e ne ha tenuto a battesimo la prima edizione nel 1987, che si svolgeva quale prova di contorno del più prestigioso campionato Italiano Canoa e Kayak.
L'imbarco è a valle della diga sulla strada che
conduce a Castello dell'Acqua dalla stazione ferroviaria di Chiuro. Lo sbarco può essere
effettuato al ponte di Piateda ( quarto ponte dalla partenza) o ai due ponti successivi,
quello di Faedo (periferia est di Sondrio) o a quello di Albosaggia (periferia Sud di
Sondrio), nel caso si desiderasse qualche chilometro di pagaiata rilassante.
Sponde artificiali, inquinamento delle acque, rendono il tratto di Adda da Sondrio sino al lago sconsigliabile.
Sino al 1987, data dell'alluvione, scendere l'Adda a valle delle paratoie della diga di Ardenno sino al lago era una divertente alternativa quando i più impegnativi tratti a monte erano resi pericolosi dalle piene. Purtroppo le belle rapide sono solo un ricordo, i macigni che le generavano frenando l'impeto della corrente verso valle, sono stati frantumati per creare alte sponde che solo in teoria dovrebbero impedire all'Adda di riconquistare nelle piene il territorio di fondovalle che le è sempre appartenuto nei secoli. Per ora impediscono agli uomini di avvicinarsi al fiume.
Per ulteriori informazioni, contattare:
Canoa Club Valtellina
V. Ca'Bianca 41 - 23100 Sondrio
Tel: (0342) (212123)
Fax: (0342) (510044)
Posta elettronica: Canoa@provincia.so.it